PARAFFINA LIQUIDA

alimento particolarmente indicato per il fluire delle idee. Scaldare a bagnomaria o nel forno a microonde, fino a raggiungere la temperatura preferita. Non portare ad ebollizione.

venerdì, 28 gennaio 2005

Farinata a go go

E siamo a tre. Ho consultato ben tre pediatri e tutti dicono la stessa cosa : farinata a 4 mesi,  farinata + agnello a 5 , minestrina a 6.

Inutile far presente che a Gab la farinata non piace. La pera grattugiata sì, ma 'ste sbobbe no!!!

Insistere, insistere, insistere. Non dare subito il latte se non la mangia . Aspettare un ora e mezza.

Ho provato enne pappe: riso semplice o con frutta. Ho provato enne biberon: con o senza valvola. Ho provato enne tettarelle: silicone, caucciù, a taglio a Y a flusso variabile. Ho personalmente scolato ettolitri di farinate lattee: per provare se le tettarelle a flusso variabile funzionavano. Ho provato il cucchiaino: di  silicone e d'acciaio.

Ebbene, stamani, senza dover minacciare l'affamamento per un ora e mezzo, Gab, si è deciso a mangiarne un bel po' con il cucchiaino. Non tutta ma abbastanza da ruttare di brutto fino a mezzogiorno. Ebbene sì. La  farinata che ha fatto il miracolo è stata la riso Nestè.

P.S. - le farinate fanno ingrassare.


Postato da: mynameis a 00:06 | link | commenti

mercoledì, 19 gennaio 2005

LATTE  MIRANDA

Questa è una storia di miseria a balle e ignoranza spontanea. E' quella di Maria che, scappata di casa, si sposa in fretta e furia e si ritrova ,nel giro di pochi anni, tre figli da allevare. Siamo intorno agli anni quaranta e lei e la sua nuova famiglia non navigano certo nell'oro. Il primo figlio reclama latte fin da subito. La sua innaturale predisposizione all'allattamento breve ,aiutata certamente da malnutrizione, impediscono di sfamare il bimbo, piccolissimo sottopeso,  e perennemente piangente, in maniera adeguata. Così qualcuno le consiglia di provare a dare latte di mucca allungato con acqua. La cosa riesce e il bambino finalmente si placa. Strano, perchè all'epoca, il latte era quello appena munto e l'acqua quella presa con la brocca alla fonte. Ma evidentemente il bambino è dotato di un intestino modello schiacciasassi e la mancanza di igiene, di frigorifero, di sterilizzazione gli fa un baffo. Lui cresce bene lo stesso.

Non è così per il secondo figlio. Il latte di Maria comincia a scemare dopo il primo mese e l'integrazione con latte vaccino non funziona così bene come per il primo. Il bambino cresce ma con gravi episodi di diarrea che si porterà dietro per parecchi anni.

La terza è femmina e Maria, appena vede che il latte comincia a mancare, non vuole sbagliare. E'  intenzionata a dare a tutti i costi il latte Miranda, pubblicizzato come il miglior latte per  neonato. Ma i costi sono alti e quindi deve per forza alternare con latte vaccino. La cosa non funziona e la bambina muore di gastrointerite.

Maria parla della morte della bambina come di una cosa successa a qualcun'altra. Evidentemente gli avvenimenti che sono seguiti, e cioè la guerra, i bombardamenti, la fuga dalle città e dai nazisti, hanno messo in secondo piano la morte di un figlio. Oppure proprio quegli eventi hanno dato la certezza a Maria che , comunque, in quelle condizioni disagiate, quella bambina non ce l'avrebbe mai fatta.

Maria racconta di quanto era considerato deplorevole all'epoca non allattare. Lei, non ne ha fatto un gran problema, ma molte donne tenevano segreto di non aver latte.  Come una donna che non poteva aver figli non era considerata una donna a tutti gli effetti, una donna senza latte per il suo bambino era una donna a metà. Sarina, amica di Maria da quasi cinquant'anni, si è liberata del suo segreto solo in vecchiaia. Lei per la prima figlia non ha avuto latte. Così per nascondere a tutti il suo problema, si è accordata con una vicina di casa, che esercitava il mestiere più antico del mondo, per organizzare la poppata artificiale clandestina della propria bambina. La donna di malaffare preparava tutto il necessario, in maniera che Sarina non avesse per casa materiale sospetto.

Sarina preferiva essere "portata per bocca" per le sue frequentazioni poco raccomandabili, piuttosto che far sapere di non aver latte per la propria bambina.


Postato da: mynameis a 11:56 | link | commenti

sabato, 15 gennaio 2005

Una farinata per Gabblèè!

 prime prove con le farinate e primi fallimenti. Gli piace ma...

http://paraffinaliquida.50megs.com/farinata.jpg

ovvia, clikkiamo qui per vedere la foto.


Postato da: mynameis a 18:59 | link | commenti (3)

mercoledì, 12 gennaio 2005

X-Gab   

si fa l'emocromo.
così, di buon mattino ho svegliato Gab, e lui è tutto contento di andarsene a spasso con il passeggino (chiaramente senza cappotto e senza cappello).
e anche in ambulatorio con le due infermiere che gli mettono lacci a destra e a sinistra è piuttosto divertito. Io, traditrice, lo assecondo. Ma la vena non si vede e allora viene il medico. Così la cosa va per le lunghe e Gab si spazientisce a sentirsi bloccato il braccio e comincia a piangere. Finalmente il dottore a tastoni sente la vena e inizia a bucare. E rovista un bel po' con l'ago nel braccio prima di imbroccare la strada giusta. Gab piange a perdifiato.
finalmente si vede scorre il sangue nel tubicino e, nel contempo,misteriosamente, crolla la scrivania li accanto, sotto il peso del monitor e le cartelle ammucchiate sopra. Un macello.
Ricompongo Gab, che preso in braccio si calma, mentre dottore e infermiere si affannano a cercare di salvare il computer, rimasto sepolto sotto il piano della scrivania.
Andando via ho detto a Gab: saluta questi bruttoni, e digli di ricordarsi che se si azzardano a farti di nuovo del male a son di strilli farai crollare tutto il reparto. altro che scrivanie!!
e lui stizzito: - eeeh!

Al parco dorme nel suo passeggino, mentre i coniglietti accorrono a vedere questo bambino dai grandi poteri. 


Postato da: mynameis a 22:56 | link | commenti

sabato, 08 gennaio 2005

 Nella calza di Neeta

Visto che nella tradizione popolare toscana, è la befana che porta i doni in una calza accanto al camino, ho deciso di riempirne una virtuale per Neeta.

Insieme a tutti i dolcetti, mandarini e noci, non metto il tradizionale carbone, ma un libro :

Montinaro C., Ferrante A.: La storia del poppatoio. Grand’angolo di Edit-Symposia, 2000.

Perchè in fondo il problema di trovare un sostituto del latte materno è sempre esistito. Scavi archeologici di tombe di bambini molto piccoli hanno portato alla luce manufatti in vetro o terracotta con beccuccio e forellino databili tra il II° e I° secolo a.C. che ultimamente ci si orienta a considerare dei primordiali poppatoi.

La natura non è stata benevola con alcune donne, neppure in passato. E sono sicura che anche la Befana non fa latte.


Postato da: mynameis a 16:34 | link | commenti (1)

Urgono spiegazioni

Nell’ambito del progetto “Latte di Mamma – settimana per l’allattamento materno dal 1-7 ottobre 2004” promosso da MAMI movimento allattamento materno italiano (a cui hanno aderito Fimp - sezione provinciale, Società italiana Pediatri- sezione Toscana, Collegio delle Ostetriche, i Comuni di tutta la provincia) l’azienda Usl 6 ha promosso sul territorio di sua competenza l’iniziativa “Angolo blu- qui puoi allattare il tuo bambino” con il patrocinio del Comitato Italiano per l’UNICEF onlus.

Scopo: promozione dell’allattamento materno mediante l’allestimento di spazi riservati dove allattare al seno in tutta tranquillità. I commercianti potevano aderire all’iniziativa a proprie spese.

Così, nella famigerata settimana, entrando in un negozio di oreficeria per vedere un orologio, mi sono imbattuta nell’insistente proprietario che credeva che io fossi entrata con una scusa  per allattare lì. E lui, era fiero di far vedere che era attento alle esigenze di una mamma con pargolo a seguito, che vuoi il caso, appena entrati, si è fatto subito notare con i suoi lamenti. Beh, ho dovuto spiegare che io, madre snaturata, davo latte artificiale, per di più da scaldare.

- che peccato!!!- che è l’espressione tipica usata da chi, dopo averti chiesto se l’allatti tu, si dispiace che tu abbia risposto latte artificiale. Peccato.

Il fatto è che non è giusto che si dedichi uno spazio per chi allatta al seno.

Perché, in realtà, chi avrebbe bisogno di spazi adeguati per l’allattamento, sono proprio quei bambini che vengono allattati artificialmente. Infatti la preparazione del latte è un momento cruciale, dove occorre attenzione e pulizia. Per chi utilizza latte in polvere, è raccomandabile portarsi dietro un termos con biberon di acqua calda dove inserire la polvere solo al momento dell’uso. Una manovra che comporta il calcolo della giusta temperatura dell’acqua quando si parte da casa (impresa difficilissima - è sempre troppo calda o troppo fredda), scatoline dosatrici di polvere, apertura del biberon in luoghi diversi da l’ambiente di casa. Per chi utilizza come me latte liquido, è più igienico trasportarlo freddo e scaldarlo sul posto evitando aperture di biberon in luoghi dove non si hanno garanzie di pulizia. Un problema di non secondaria importanza è la tempistica: il bambino in genere piange come un dannato quando vede il biberon in preparazione e tu non glielo dai. E quando ciò succede in luoghi pubblici è abbastanza fastidioso.

Chi allatta al seno non ha problemi di igiene o di tempi ma solo di intimità.

Visto che Neeta ha smosso mari e monti per questo angolo blu, armata di goniometro, sono andata, a campagna terminata da un pezzo, a cercare l'ultimo angolo superstite.

L’ho trovato, dopo intense ricerche, all’interno del centro socio-sanitario, e se pur vicino ai locali del consultorio pediatrico, gli è stato dedicato l'angolo più buio che c'è.

L'angolo consiste in:

Più triste di così non si può. Un angolo ottuso, direi. Hanno aderito un numero considerevole di associazioni, ma è evidente che il denaro non l'ha tirato fuori nessuno.

È chiaro che anche chi allatta al seno non ci va.

E allora? Perché prendersela tanto?

Perché sarebbe utile fare qualcos’altro. Perché se è vero che una recente indagine Istat, condotta su un campione di 2 milioni e 440 mila donne, ha rilevato che l'81% delle mamme che hanno avuto figli nei 5 anni precedenti l'intervista hanno allattato al seno in media per un periodo di 6 mesi, significa che la maggior parte delle persone sa che il latte materno è la cosa migliore per un bambino. E un angolo è inutile.

La maggior parte delle persone invece non sa quanto è faticoso portarsi a presso un neonato, quanto sia difficile percorrere le strade e i marciapiedi con un passeggino, farlo mangiare in un ambiente decente, fargli la toilette in un ambiente pulito e sicuro.

La società moderna non prevede bambini.


Postato da: mynameis a 15:54 | link | commenti (4)

 

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